Halkbank Ankara scudetto premiazione

Dopo 6 anni l’Halkbank Ankara torna sul trono di Turchia

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La straordinaria cavalcata dell’Halkbank Ankara si corona con l’esito più atteso: dopo 30 vittorie in 31 partite di campionato la squadra della capitale torna a laurearsi campione di Turchia per la decima volta nella sua storia, a 6 anni da distanza dall’ultimo successo. Un trionfo che riscatta le sconfitte in finale delle ultime due stagioni, oltre a premiare un mercato davvero faraonico. Anche in Gara 3 della serie decisiva la squadra di Boban Kovac non dà scampo al Fenerbahce Parolapara, battuto con un netto 3-0 (25-19, 25-18, 25-19): entrambe le squadre, comunque, disputeranno la prossima Champions League.

Nimir Abdel-Aziz, ancora una volta top scorer con 19 punti, uno stellare 75% in attacco e 3 ace, ha ricevuto i premi come MVP e miglior opposto della fase finale. Premiati anche i compagni di squadra Micah Ma’a come miglior palleggiatore, Mert Matic come miglior centrale, Volkan Done come miglior libero e Mirza Lagumdzija (79% in attacco anche in Gara 3 per una strepitosa serie finale) come miglior schiacciatore. Resta fuori dai riconoscimenti solo Earvin Ngapeth che, comunque, anche nell’ultima sfida non si è fatto mancare 13 punti con il 61% in attacco.

Quello della finale scudetto è stato l’ultimo verdetto del campionato: il giorno precedente anche lo Ziraat Bankasi Ankara aveva chiuso in due gare la finale per il terzo posto, battendo per 3-0 il Galatasaray anche a domicilio. II quinto posto era già stato conquistato dallo Spor Toto, seguito da Arkas Izmir, Alanya e Bursa BBSK.

(fonte: TVF)

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Taylor Averill: “Userò l’estate per ritrovare me stesso”. Niente Mondiali, ecco cosa sta affrontando

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Dopo otto stagioni lontano da casa, le ultime quattro in giro per l'Europa tra Francia, Polonia e Italia, e un bronzo olimpico conquistato a Parigi 2024, per Taylor Averill sembra essere arrivato il momento di prendersi una pausa dalla pallavolo per prendere fiato, ritrovare se stesso e tornare in futuro protagonista sul taraflex.

Lo stop annunciato dallo stesso centrale avrà una durata di circa quattro mesi, quindi non raggiungerà i compagni di nazionale per la stagione estiva e, a questo punto, non dovrebbe neanche far parte della spedizione americana impegnata dal 12 al 28 settembre 2025 nelle Filippine per il Mondiale. A dare spiegazioni riguardo alla pausa e a tutto quello che c'è dietro è lo stesso Averill con un video pubblicato sul suo profilo Instagram.

“Dopo le Olimpiadi non sono stato molto presente sui social. Voglio solo darvi un piccolo aggiornamento sulla mia vita - comincia così il discorso di Averill - Sono tornato negli Stati Uniti e non potrei sentirmi più straniero. Sto vivendo un periodo di profondi cambiamenti nella mia vita. Molte cose sono cambiate recentemente: come mi relaziono con il mio sport; come mi relaziono con la mia vita, come atleta e come essere umano. Per questa ragione ho deciso di prendere i prossimi quattro mesi per me per pensare a quello che sto attraversando, a come mi sento veramente".

"Ho avuto a che fare con la depressione in varie forme e ho avuto grandi difficoltà con la vita da atleta straniero, stando all’estero negli ultimi quattro anni. Ho condiviso poco, ma mi ha tenuto lontano dalla mia vita. Sono contento di avere quest’estate per esplorare me stesso in modo più profondo. Sento che sono pronto per tornare a vivere. So che può sembrare strano che io dica ciò, dato che ho partecipato alle Olimpiadi ed è stato fantastico. È stato un momento epico e non vedo l'ora di raccontarvelo, ma ora ho pianificato altre esperienze uniche: andrò alle Hawaii e poi in Oregon".

"Userò l’estate per ritrovare me stesso. Sono molto emozionato, ma anche spaventato e mi sento allo stesso tempo solo e molto amato. E sto imparando che è possibile provare entrambe le cose".

Il messaggio che Taylor ha voluto condividere con follower e tifosi continua poi nella caption: "È tempo di esplorare apertamente tutto di me. È tempo di risolvere. È tempo di dissolversi. È tempo di evolversi. È tempo di condividere le parti di me che mi fanno vergognare. Le parti di me che vorrei non ci fossero. Le parti di me per cui piango pensando a quanto le trovi così genuinamente belle, e tuttavia mi sento apprensivo nel condividerle perché potrei sembrare debole. Essere sensibili ed essere consapevoli ha un prezzo e sono pronto a pagare questo pezzo, qualsiasi sia il costo”.