Il Volley Offanengo saluta Livia Tresoldi che giocherà per il Volano Volley
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Foto di Francesco Jacini
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Di Redazione
Il Volley Offanengo saluta e ringrazia la centrale Livia Tresoldi per i mesi trascorsi insieme con la maglia della Chromavis Abo; al contempo, le formula l’in bocca al lupo per la nuova avventura, sempre in B1 femminile con la maglia trentina del Volano.
“Livia – le parole del direttore sportivo della Chromavis Abo, Stefano Condina – aveva manifestato la volontà di trovar più spazio durante la preparazione prima dell’inizio del campionato. In questo mese è nata l’opportunità di Volano, formazione che a causa di infortuni è rimasta a corto di centrali. Abbiamo voluto accontentare la ragazza piuttosto che tenerla qui con il desiderio di andare via. Ora sarà nostra cura promuovere in prima squadra un altro elemento del settore giovanile per continuare la crescita delle giovani del Volley Offanengo”.
Nella penultima giornata della Pool Salvezza il risultato di 1-3 al PalaBCC di Vasto regala altri 3 punti in classifica alla Clai Imola Volley che dovrà conquistare la permanenza in categoria nell’ultima giornata di campionato.
La Resinglass Olbia saluta il suo pubblico nel migliore dei modi sconfiggendo, nell'ultima gara casalinga, la Bam Mondovì per 3-0 (25-17, 25-15, 25-22).
Parla ancora casalasco il derby di A2 femminile tra Trasporti Bressan Offanengo e Volleyball Casalmaggiore. Le rosa espugnano 3-0 il PalaCoim nella penultima giornata della Pool Salvezza.
La prima finalista per il titolo tricolore di Serie A1 è la Numia Vero Volley Milano che batte in rimonta la Savino Del Bene Scandicci e chiude la serie con un roboante 3-0
Ora la serie torna a Novara per gara-4, si gioca mercoledì 9 alle ore 20:30 al PalaIgor, Conegliano conduce sul 2-1 e si gioca al meglio delle 5 partite
Lunedì parte ufficialmente la stagione della Nazionale italiana femminile, guidata dal commissario tecnico Julio Velasco. Per il primo collegiale sono state convocate 16 atlete.
Nell’anticipo di Gara 1 andato in scena nella cornice “total white” del Pala Barton, Perugia ha vinto il match con i marchigiani 3-0 (25-22, 25-19, 25-22)
Prendi un ragazzo di 22 anni che arriva in Italia, a Padova, direttamente dal Canada. Capisci subito che ha un’energia speciale, fatta più di quello che non è ancora, ma che saltuariamente ti mostra in campo, che di quello che poi sarà il suo vissuto negli anni successivi. Questo ragazzo fa un percorso, articolato tra alcune delle piazze più importanti della Superlega, parliamo di Verona, Milano, Cisterna. Arriva a Monza, gioca dei playoff meravigliosi e una finale Scudetto contro pronostico, tra esplosioni di gioia, rabbia agonistica, palloni che pensi possano saltare per aria e un tormento interiore, che è la sua cifra.
L’arrivo a Piacenza di Stephen Maar è forse l’ultima fase di questa evoluzione complessa, durata otto anni (per la parentesi russa alla Dinamo Mosca ci arriviamo) e nella quale lo schiacciatore oggi tira qualche somma, un po’ perché a trent’anni tutto appare più chiaro, tutto prende una forma diversa, e forse perché si è pronti per essere ciò che veramente si vuole essere da grandi, con o senza la pallavolo davanti:
“Ho trovato la mia tranquillità, il mio mondo. Per tanti anni sono andato avanti, girando il mondo e vivendo anni molto intensamente. Per la prima volta quest’anno la mia famiglia avrà la priorità rispetto a tutto e in estate voglio spendere un po’ di tempo assieme a loro”.
Ha annunciato il matrimonio con la sua compagna Molly Lohman, pallavolista, solo qualche settimana fa. Vi sposerete in Italia?
“Le ho chiesto di sposarci in un pomeriggio sul Lago di Garda. Ma per ora non abbiamo i dettagli precisi anche perché dobbiamo incrociare le agende e i programmi. Adesso che mi fa pensare, sarebbe proprio bello se ci sposassimo in Italia (ride n.d.r.)”.
Anche perché l’Italia è stata la sua fortuna Maar. Ma anche per noi averla nel campionato italiano.
“Un bel viaggio, lungo otto stagioni, che comprende anche la mia parentesi russa. Ho giocato in tantissime città e ho considerato casa ogni luogo in cui sono stato. Ognuno di quei luoghi mi ha lasciato qualcosa, dalle persone, alle esperienze”.
“Credo Cisterna. È stato un anno molto particolare, dopo Milano e prima della proposta di Monza, dove poi ho trascorso tre anni della mia vita. Era un contesto molto piccolo, una città molto vivibile e una squadra capitanata da Fabio Soli e da uno staff, ricordo su tutti Gioele Rosellini, con cui ho lavorato molto bene. La pallavolo era seguitissima ed è stata la prima volta in Italia in cui le persone con cui avevo a che fare nella quotidianità, parlo magari del panettiere o dei ragazzi o ragazze che trovavo al supermercato, poi le ritrovavo sugli spalti a tifare la domenica”.
Si ricorda il Maar di Padova invece? Arrivato con tante novità a Padova?
“Ricordo una squadra completamente nuova, che fece un inizio di campionato incredibile. Peccato perché poi ci siamo persi durante l’anno. Ma ripeto, la casa per me è ovunque in Italia”.
Ora la casa è Piacenza. Un anno che è stato letteralmente una montagna russa.
“Un anno in cui questo weekend cominceremo un importante semifinale contro Trento, e a cui teniamo davvero molto”.
Dall’arrivo di Travica, Piacenza sembra avere una luce nuova.
“Ogni cambio porta con sé uno scossone, o meglio, una reazione. Il periodo di difficoltà precedente ci ha fatto riflettere e c’è stata come pensavo e dicevo una reazione da parte di tutti. Ora tutti ci crediamo un po’ di più. Certo, Trento è l’avversaria che nessuno vorrebbe ritrovare in semifinale, anche perché è stata la migliore della regular season. Io ora non penso più a chi mi ritroverò di fronte, ma a come lo affronterò”.
foto Gas Sales Bluenergy Piacenza
La affronterà, mi permetto di dire in una condizione mentale diversa.
“Cosa intende?”
La rivedo in campo con una serenità che non conoscevo.
“Sì, è un bel momento della mia vita”.
Stephen Maar pensava di arrivare fino a qui quando studiava alla McMaster University?
“Non pensavo di avere fino a qui. Ho tanta gratitudine per tutti coloro che mi hanno permesso di fare un percorso, la mia strada. Ho studiato, ho aperto la mente a tutto ciò che mi è stato insegnato e ritrovarmi oggi a questo punto mi rende davvero orgoglioso”.