Di A.G
Istanbul: una città all’interno della quale ne convivono mille. Quella storica, sulla sponda europea. Quella ultramoderna, nel cuore della parte asiatica. In mezzo, un tessuto sociale brulicante e coloratissimo come uno dei tappeti persiani che si può comprare al Gran Bazar. Trasferirsi dalla piccola e accogliente Conegliano in una delle metropoli più centrifuganti del mondo poteva essere complicato. Ed invece, a un anno e mezzo dal suo sbarco sulla sponda orientale del Bosforo, Kelsey Robinson, schiacciatrice del VakifBank, può chiamare casa quel reticolo di grattacieli che circonda Üsküdar, quartiere in cui sorge l’impianto della formazione turca. “Istanbul è una città meravigliosa, ne sono affascinata per la sua bellezza e le tante possibilità che offre. La mia fortuna è che viaggiare è qualcosa che amo fare a prescindere. Ovunque vai qui c’è qualcosa da fotografare e da scoprire”.
Una giocatrice completa come Robinson non la si trova tanto facilmente e per questo Giovanni Guidetti l’ha voluta nel suo scacchiere per vincere tutto.
Se Zhu Ting è il cannoniere che travolge e spazza via le difese avversarie, la “banda” americana rappresenta l’elemento che dà equilibrio alla squadra: fornisce ampie garanzie in ricezione, è devastante in attacco e non sbaglia mai nei momenti che contano. Insomma stiamo parlando di una grande campionessa che con il VakifBank è salita sul tetto del mondo per due volte: “Ho provato emozioni uniche. Non capita tutti i giorni di diventare campioni del mondo. Per noi è stato un sogno che è diventato realtà per il secondo anno consecutivo. Per poter raggiungere un risultato così importante bisogna curare ogni piccolo dettaglio e perciò è necessario tanto lavoro”.
E ora sotto con la Coppa di Turchia, il campionato e la Champions League… sono tanti gli obiettivi di Kelsey e della sua squadra per la parte finale della stagione, ma le idee della ragazza di Elmhurst sono ben chiare: pensare al presente, sfida dopo sfida, per arrivare a raggiungere gli obiettivi prefissati e raccogliere i frutti che ha seminato in tante ore di allenamento. È questa la mentalità del campione. “Penso che stiamo facendo veramente bene. Occupiamo il secondo posto in campionato e la scorsa settimana abbiamo vinto lo scontro diretto con l’Eczacibasi. Ci aspettano sfide importanti anche in Champions League: ci faremo trovare pronte e daremo il nostro massimo per raggiungere il miglior risultato possibile in ogni competizione, anche se in questo momento dobbiamo concentrarci sul presente e fare un passo alla volta”. E senza mezzi termini afferma: “Il mio futuro? Non è ancora tempo di pensarci. Adesso voglio solo aiutare la squadra a vincere e a concludere al meglio questa stagione”.
Non sappiamo dove la schiacciatrice statunitense giocherà la prossima stagione. Intanto, però, in estate avrà l’occasione di tornare nella “sua” Conegliano con la maglia della Nazionale per la tappa italiana di Volley Nations League. Robinson non ha dimenticato il suo passato nel nostro Paese: “Ho molta nostalgia dell’Italia. Giocare per l’Imoco Conegliano è stata un’esperienza sportiva ed umana, in cui ho avuto la fortuna di fare tante amicizie”.
Proprio all’Italia è legato uno dei ricordi più belli della carriera della schiacciatrice. Era il 2014 quando Kelsey, promettente talento al primo anno da “pro”, vinse a Milano il campionato mondiale con il Team USA. Coach Kiraly ne aveva intraviste le doti eccezionali, schierandola spesso titolare in una squadra con giocatrici già affermate sulla scena internazionale. Quattro anni più tardi, in Giappone, gli Stati Uniti non sono riusciti a difendere il titolo conquistato, ma Robinson ha mostrato tutte le sue qualità nell’inedito ruolo di libero. “La Nazionale per me è passione ed orgoglio. Le scelte tecniche del coach vanno sempre rispettate e perciò ho affrontato la sfida del ‘nuovo’ ruolo con umiltà, spirito di sacrificio e volontà di apprendimento. Quando scendo in campo, cerco sempre di dare il meglio di me stessa per aiutare la squadra a vincere e sono pronta a fare qualsiasi cosa mi sia chiesta dall’allenatore”.
La giocatrice del VakifBank parla la lingua del successo, comprensibile solo a chi ha dimestichezza con l’alzare i trofei. Ma al suo palmares infinito manca ancora un alloro olimpico per essere completato come merita. Il prossimo anno ci sarà l’appuntamento con le Olimpiadi di Tokyo e Kelsey non si nasconde: “Mi piacerebbe vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi”. Perchè solo chi sogna diventa campione.