Lanier: “Punto ai giochi di Los Angeles 2028”

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Di Redazione

Khalia Lanier si racconta. E lo fa in un’emozionante videointervista rilasciata a Olympic Channel.

La schiacciatrice americana, figlia della leggenda NBA Bob, star del basket statunitense negli anni ‘70 e ‘80, ha scelto un sport diverso rispetto a suo padre. Ma da lui ha ereditato la stessa passione per lo sport, pur scegliendo una strada diversa, quella percorsa anche dalla sorella: “Non volevo giocare a basket, perché non volevo essere sotto i riflettori per quello che è stato a livello sportivo mio padre. Volevo trovare la mia strada, trovare il mio sport. Ho iniziato quando avevo 13 anni, in un club dell’Arizona, l’Arizona Storm. E poi ho avuto la fortuna di andare all’University of Southern California ”.

E il suo cammino, dopo il college, l’ha portata a Bergamo, in uno dei campionati più competitivi: “Non è facile passare dal college ad un campionato professionale. Sto cercando di aiutare la mia squadra in qualunque modo posso. Pensavo di arrivare qui e di trovare poco spazio, perché è molto diverso dal college a un campionato come quello italiano. Le ragazze sono più esperte. Sono atleticamente più forti e potenti. Non puoi fare affidamento sul tuo talento naturale per essere la “migliore”. A livello di college, puoi emergere anche in base ai colpi che hai, qui non servono soltanto quelli. Qui devi trovare il colpo intelligente, devi colpirlo forte e devi colpirlo velocemente. E in un certo senso tutto deve funzionare al momento giusto per ottenere il punto. Penso che la differenza più grande sia il livello di gioco, la rapidità, l’intensità. È decisamente qualcosa a cui devi adattarti e devi rallentare il gioco per te stesso. All’inizio, in alcune situazioni, non riuscivo nemmeno a vedere la palla. Ora sono più a mio agio”.

L’Italia? “La adoro davvero. Voglio dire, il cibo è fantastico, le persone sono state davvero fantastiche. Penso che abbiamo un gruppo di ragazze davvero fantastico. L’unica cosa con cui ho lottato è il clima ultimamente, perché in Arizona e in California, dove ho vissuto, non nevica…”.

Infine il sogno olimpico: “La scorsa estate ho lavorato con la Nazionale Senior ed è stato fantastico. Ma non penso a Tokyo, credo che realisticamente devo puntare ai giochi di Los Angeles 2028”.

(Fonte: comunicato stampa)

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(fonte: Lube Volley)