L’Olimpia Teodora chiude la Pool Salvezza con un netto 3-0 su Montale

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Foto Nicola Buono/Pallavolo Montale
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Di Redazione

Si chiude con una netta vittoria per 3-0 sul campo dell’Exacer Montale la Pool Salvezza della Olimpia Teodora Ravenna, che termina, come già matematicamente deciso da oltre una settimana, al primo posto della classifica e con la qualificazione per i Play Off Promozione. Dopo aver trovato qualche difficoltà nel primo set grazie al super lavoro in difesa di Montale, le ragazze ravennati mettono le mani sulla partita senza lasciare spazio alle padrone di casa, già condannate dalla matematica all’ultimo posto, ma molto combattive sul campo.

Tra le ospiti a riposo capitan Guidi e Rocchi, oltre all’infortunata Monaco. Lo staff, con in panchina Dominico Speck e il DT Mauro Fresa che hanno sostituito lo squalificato coach Simone Bendandi, ha potuto così testare diversi sestetti. Doppia notizia in casa Montale a fine partita: il coach Tamburello si dimette, mentre capitan Tai Aguero comunica la volontà di continuare anche nella prossima stagione. 

La cronaca:
La Conad parte con il sestetto composto da Morello, Piva, Assirelli, Torcolacci, Kavalenka, Grigolo e Giovanna libero. Torcolacci apre la partita con la veloce a segno e un ace, e Ravenna si porta subito sullo 0-4. Montale però dimostra di voler dare battaglia, torna sotto sul 5-6 e sorpassa sull’8-7 con le battute vincenti di Brina e Aguero. Le padrone di casa guadagnano un break sul 10-8, ma Kavalenka con muro e ace pareggia il parziale a quota 12. Montale prova la fuga sul 16-13, ma ancora una volta la Conad pareggia sul 18-18, trovando il sorpasso sul 19-20 con il muro di Grigolo. L’Exacer torna avanti sul 21-20, ma l’ace di Kavalenka vale il contro-sorpasso (21-22) e Ravenna chiude il set al primo tentativo per 23-25.

Avvio equilibrato nella seconda frazione, ma il primo allungo è ospite con Assirelli, Piva e Morello a firmare il 5-8. La Conad lavora bene in cambio palla e tocca il 12-17, poi nel finale contiene il tentativo di rimonta delle padrone di casa e porta a casa il set per 21-25 con l’ennesima veloce di Torcolacci, autrice di 8 punti nel parziale.

Ravenna scappa subito in apertura di terzo set, con tre punti consecutivi di Guasti che lanciano le ospiti sul 2-5. Montale torna sotto sul 5-6, ma le Leonesse piazzano la zampata con i muri di Piva e Torcolacci (5-9), che segna anche il punto del 5-10 dopo il timeout casalingo. L’ultimo sussulto dell’Exacer vale l’8-10, ma il turno al servizio di Morello, che piazza anche due ace, permette la fuga definitiva alla Conad sull’8-17 (0-7 di parziale). Le ravennati mantengono il vantaggio e ci pensa Assirelli a chiudere il set, prima con due punti consecutivi per il 13-23, poi con l’ace del definitivo 14-25.

In queste partite è molto facile sottovalutare l’avversario e farsi sorprendere – commenta il DT Mauro Fresa a fine gara –, ma noi oggi ci abbiamo messo il massimo impegno e abbiamo conquistato una bella vittoria, giocando la nostra pallavolo, con i nostri tempi e i nostri ritmi. Loro si sono presentate in campo a mente libera e nel primo set ci hanno messo in difficoltà difendendo tantissimo. Abbiamo fatto un ottimo lavoro sia in battuta che a muro e, una volta vinto il primo parziale, abbiamo cominciato a giocare come sappiamo fare. Siamo riuscite a tenere percentuali molto alte in attacco, soprattutto da ricezione perfetta, con Torcolacci che ha fatto una partita quasi perfetta. Superato questo test ora, da questa settimana, cominciamo il percorso di avvicinamento ai play off”.

Exacer Montale-Olimpia Teodora Ravenna 0-3 (23-25, 21-25, 14-25)
Exacer Montale: Gentili 7, Brina 11, Lancellotti, Rubini 5, Aguero 8, Fronza 2, Bici (L); Cigarini 1, Blasi, Saccani, Botarelli. N.e.: Pinali, Venturelli (L). All.: Ivan Tamburello. Ass.: Tommaso Zagni.
Olimpia Teodora Ravenna: Morello 5, Piva 8, Assirelli 12, Torcolacci 17, Kavalenka 5, Grigolo 6, Giovanna (L); Poggi, Bernabè 2, Guasti 4. N.e.: Monaco, Guidi, Rocchi (L). All. Dominico Speck.
Arbitri: Gianfranco Piperata e Deborah Proietti.
Note: Montale: Muri 4, ace 1, battute sbagliate 6, errori ricez. 6, ricez. pos 39%, ricez. perf 13%, errori attacco 7, attacco 29%. Ravenna: Muri 6, ace 6, battute sbagliate 12, errori ricez. 1, ricez. pos 54%, ricez. perf 17%, errori attacco 9, attacco 42%.

(fonte: Comunicato stampa)

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Stephen Maar tra passato, futuro, famiglia (si sposa) e Trento: “L’avversaria peggiore, ma…”

Sale in Zucca

Prendi un ragazzo di 22 anni che arriva in Italia, a Padova, direttamente dal Canada. Capisci subito che ha un’energia speciale, fatta più di quello che non è ancora, ma che saltuariamente ti mostra in campo, che di quello che poi sarà il suo vissuto negli anni successivi. Questo ragazzo fa un percorso, articolato tra alcune delle piazze più importanti della Superlega, parliamo di Verona, Milano, Cisterna. Arriva a Monza, gioca dei playoff meravigliosi e una finale Scudetto contro pronostico, tra esplosioni di gioia, rabbia agonistica, palloni che pensi possano saltare per aria e un tormento interiore, che è la sua cifra. 

L’arrivo a Piacenza di Stephen Maar è forse l’ultima fase di questa evoluzione complessa, durata otto anni (per la parentesi russa alla Dinamo Mosca ci arriviamo) e nella quale lo schiacciatore oggi tira qualche somma, un po’ perché a trent’anni tutto appare più chiaro, tutto prende una forma diversa, e forse perché si è pronti per essere ciò che veramente si vuole essere da grandi, con o senza la pallavolo davanti:

“Ho trovato la mia tranquillità, il mio mondo. Per tanti anni sono andato avanti, girando il mondo e vivendo anni molto intensamente. Per la prima volta quest’anno la mia famiglia avrà la priorità rispetto a tutto e in estate voglio spendere un po’ di tempo assieme a loro”.

 
 
 
 
 
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Ha annunciato il matrimonio con la sua compagna Molly Lohman, pallavolista, solo qualche settimana fa. Vi sposerete in Italia?

“Le ho chiesto di sposarci in un pomeriggio sul Lago di Garda. Ma per ora non abbiamo i dettagli precisi anche perché dobbiamo incrociare le agende e i programmi. Adesso che mi fa pensare, sarebbe proprio bello se ci sposassimo in Italia (ride n.d.r.)”.

Anche perché l’Italia è stata la sua fortuna Maar. Ma anche per noi averla nel campionato italiano.

“Un bel viaggio, lungo otto stagioni, che comprende anche la mia parentesi russa. Ho giocato in tantissime città e ho considerato casa ogni luogo in cui sono stato. Ognuno di quei luoghi mi ha lasciato qualcosa, dalle persone, alle esperienze”.

Quella che ricorda per un motivo particolare?

“Credo Cisterna. È stato un anno molto particolare, dopo Milano e prima della proposta di Monza, dove poi ho trascorso tre anni della mia vita. Era un contesto molto piccolo, una città molto vivibile e una squadra capitanata da Fabio Soli e da uno staff, ricordo su tutti Gioele Rosellini, con cui ho lavorato molto bene. La pallavolo era seguitissima ed è stata la prima volta in Italia in cui le persone con cui avevo a che fare nella quotidianità, parlo magari del panettiere o dei ragazzi o ragazze che trovavo al supermercato, poi le ritrovavo sugli spalti a tifare la domenica”.

Si ricorda il Maar di Padova invece? Arrivato con tante novità a Padova? 

“Ricordo una squadra completamente nuova, che fece un inizio di campionato incredibile. Peccato perché poi ci siamo persi durante l’anno. Ma ripeto, la casa per me è ovunque in Italia”.

Ora la casa è Piacenza. Un anno che è stato letteralmente una montagna russa.

“Un anno in cui questo weekend cominceremo un importante semifinale contro Trento, e a cui teniamo davvero molto”.

Dall’arrivo di Travica, Piacenza sembra avere una luce nuova.

“Ogni cambio porta con sé uno scossone, o meglio, una reazione. Il periodo di difficoltà precedente ci ha fatto riflettere e c’è stata come pensavo e dicevo una reazione da parte di tutti. Ora tutti ci crediamo un po’ di più. Certo, Trento è l’avversaria che nessuno vorrebbe ritrovare in semifinale, anche perché è stata la migliore della regular season. Io ora non penso più a chi mi ritroverò di fronte, ma a come lo affronterò”.

foto Gas Sales Bluenergy Piacenza

La affronterà, mi permetto di dire in una condizione mentale diversa.

“Cosa intende?”

La rivedo in campo con una serenità che non conoscevo.

“Sì, è un bel momento della mia vita”.

Stephen Maar pensava di arrivare fino a qui quando studiava alla McMaster University?

“Non pensavo di avere fino a qui. Ho tanta gratitudine per tutti coloro che mi hanno permesso di fare un percorso, la mia strada. Ho studiato, ho aperto la mente a tutto ciò che mi è stato insegnato e ritrovarmi oggi a questo punto mi rende davvero orgoglioso”.

Di Roberto Zucca