Di Dania Tuccillo
Nell’era dei social network si assiste, quasi quotidianamente, a nuove sfide che coinvolgono migliaia di utenti. Seguite dal proprio hashtag, un “cancelletto” che anticipa il nome della sfida, queste “challenges” invadono le home dei profili Instagram, Twitter e Facebook.
E’ nella memoria di tutti l’ #icebucketchallenge, una campagna virale lanciata dalla ALS Association nell’estate 2014 con lo scopo di sensibilizzare riguardo la Sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Chi non ha provato a rovesciarsi un secchio di acqua ghiacciata sulla testa?
Di minor importanza sociale, ma di alto impatto virale, è invece l’hashtag #broomstickchallenge, su cui è intervenuta addirittura la NASA a spiegare lo “strano” fenomeno per cui le scope restano in piedi, in bilico sull’asse terrestre.
Non mancano all’appello le sfide lanciate dagli sportivi, ad esempio la #ronaldoheaderchallenge dello scorso anno e #pallainmano, l’hashtag pubblicato in questi giorni.
Challenge che ha coinvolto anche i pallavolisti, #pallainmano o #pasolapelota sfida gli atleti a pubblicare una loro foto mentre attaccano, alzano, difendono o battono. Le regole sono semplici: non si può non rispondere ad una nomina e per ogni foto postata bisogna scegliere altre tre persone da… sfidare!
E così, Marta Bechis risponde all’appello di Raffaella Calloni, Valentina Tirozzi posta e nomina Devetag e Sirressi, Thomas Ramberti passa la palla a Tiziano Mazzone e Caracuta la lancia come un bouquet alla platea.
Termina il giro Marina Lubian che infrange la prassi e: “Non nomino nessuno perchè sono egoista, #melatengostapelota”.
