San Marino ospiterà le finali del Campionato Europeo femminile SCA

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foto Federvolley San Marino
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La Repubblica di San Marino torna ad affacciarsi sul palcoscenico internazionale del volley, giusto dieci anni dopo aver ospitato gli Europei junior femminili del 2014. Dal 30 maggio al 2 giugno prossimi, il Pala Casadei ospiterà le finali del Campionato europeo senior Small Countries Association di pallavolo.

Un impegno molto importante per la Fspav – afferma Gian Luigi Lazzarini, presidente della Federazione sammarinese pallavolo che avrà l’onere e l’onore di organizzare questo importante appuntamento agonistico. – Voglio ringraziare il Comitato Olimpico e la Segreteria di Stato allo Sport per averci messo a disposizione risorse economiche e averci aiutato nell’organizzazione. Un particolare plauso va rivolto alla società Beach & Park Volley i cui dirigenti e atleti, dai più grandi ai più piccoli, forniranno servizio come volontari. Potremo fortunatamente contare anche sul supporto di genitori e amici del volley. Saremo tutti impegnati a 360 gradi; sarà un impegno sfidante ma incredibilmente stimolante”.

Marco Gatti, vicepresidente federale e Federico Valentini, segretario generale Fspav aggiungono: “La Federazione Sammarinese Pallavolo ha fortemente voluto organizzare questo evento per dare ulteriore slancio a un movimento che, nelle ultime stagioni, sta crescendo costantemente per numero di atleti e nel coinvolgimento delle famiglie e di appassionati di tutte le età. Il torneo vedrà la partecipazione di cinque Paesi: Malta, Irlanda, Scozia, Irlanda del Nord, e ovviamente San Marino. Tutte le gare saranno disputate nella palestra Alessandro Casadei di Serravalle, con la formula del girone unico e la nazionale biancoazzurra farà il suo esordio venerdì 31 maggio”.

La squadra sammarinese è affidata al Ct Cristiano Lucchi, coadiuvato dal vice Stefano Sarti i quali, assieme agli allenatori del settore giovanile, stanno portando avanti il percorso di crescita della giovanissima nazionale chiamata, anno dopo anno, a migliorare il livello tecnico e a incrementare la propria esperienza internazionale. La nazionale, compatibilmente con gli impegni dei club di appartenenza delle ragazze, ha iniziato a svolgere allenamenti e partite amichevoli già dallo scorso mese di novembre e vuole arrivare all’appuntamento al massimo della condizione. Disputare il torneo nel proprio palazzetto e davanti al proprio pubblico sarà di ulteriore stimolo, ma già con lo sguardo rivolto ai Giochi dei Piccoli di Stati di Andorra 2025, dove la pallavolo rientrerà tra le competizioni ufficiali dopo sei anni, ossia da Montenegro 2019”.

Per prepararsi al meglio per gli Europei, la nazionale femminile giocherà due partite nei giorni a ridosso della Pasqua. Quelli di fine maggio / inizio giugno saranno giorni di fuoco per la Federazione. Infatti, anche la nazionale senior maschile sarà impegnata nel suo Europeo con lo sguardo sempre rivolto ad Andorra 2025.

Dal 29 maggio al 2 giugno il gruppo guidato dal Ct Stefano Mascetti giocherà nel Liechtenstein e se la vedrà con Scozia, Irlanda e Irlanda del Nord oltre che con i padroni di casa. Rondelli e compagni si prepareranno con raduni e allenamenti intercalati fra i vari impegni che i giocatori eleggibili per la nazionale hanno con le varie squadre di club, per poi accelerare la preparazione negli ultimi giorni precedenti la partenza per l’Europeo.

(fonte: Comunicato stampa)

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Stephen Maar tra passato, futuro, famiglia (si sposa) e Trento: “L’avversaria peggiore, ma…”

Sale in Zucca

Prendi un ragazzo di 22 anni che arriva in Italia, a Padova, direttamente dal Canada. Capisci subito che ha un’energia speciale, fatta più di quello che non è ancora, ma che saltuariamente ti mostra in campo, che di quello che poi sarà il suo vissuto negli anni successivi. Questo ragazzo fa un percorso, articolato tra alcune delle piazze più importanti della Superlega, parliamo di Verona, Milano, Cisterna. Arriva a Monza, gioca dei playoff meravigliosi e una finale Scudetto contro pronostico, tra esplosioni di gioia, rabbia agonistica, palloni che pensi possano saltare per aria e un tormento interiore, che è la sua cifra. 

L’arrivo a Piacenza di Stephen Maar è forse l’ultima fase di questa evoluzione complessa, durata otto anni (per la parentesi russa alla Dinamo Mosca ci arriviamo) e nella quale lo schiacciatore oggi tira qualche somma, un po’ perché a trent’anni tutto appare più chiaro, tutto prende una forma diversa, e forse perché si è pronti per essere ciò che veramente si vuole essere da grandi, con o senza la pallavolo davanti:

“Ho trovato la mia tranquillità, il mio mondo. Per tanti anni sono andato avanti, girando il mondo e vivendo anni molto intensamente. Per la prima volta quest’anno la mia famiglia avrà la priorità rispetto a tutto e in estate voglio spendere un po’ di tempo assieme a loro”.

 
 
 
 
 
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Ha annunciato il matrimonio con la sua compagna Molly Lohman, pallavolista, solo qualche settimana fa. Vi sposerete in Italia?

“Le ho chiesto di sposarci in un pomeriggio sul Lago di Garda. Ma per ora non abbiamo i dettagli precisi anche perché dobbiamo incrociare le agende e i programmi. Adesso che mi fa pensare, sarebbe proprio bello se ci sposassimo in Italia (ride n.d.r.)”.

Anche perché l’Italia è stata la sua fortuna Maar. Ma anche per noi averla nel campionato italiano.

“Un bel viaggio, lungo otto stagioni, che comprende anche la mia parentesi russa. Ho giocato in tantissime città e ho considerato casa ogni luogo in cui sono stato. Ognuno di quei luoghi mi ha lasciato qualcosa, dalle persone, alle esperienze”.

Quella che ricorda per un motivo particolare?

“Credo Cisterna. È stato un anno molto particolare, dopo Milano e prima della proposta di Monza, dove poi ho trascorso tre anni della mia vita. Era un contesto molto piccolo, una città molto vivibile e una squadra capitanata da Fabio Soli e da uno staff, ricordo su tutti Gioele Rosellini, con cui ho lavorato molto bene. La pallavolo era seguitissima ed è stata la prima volta in Italia in cui le persone con cui avevo a che fare nella quotidianità, parlo magari del panettiere o dei ragazzi o ragazze che trovavo al supermercato, poi le ritrovavo sugli spalti a tifare la domenica”.

Si ricorda il Maar di Padova invece? Arrivato con tante novità a Padova? 

“Ricordo una squadra completamente nuova, che fece un inizio di campionato incredibile. Peccato perché poi ci siamo persi durante l’anno. Ma ripeto, la casa per me è ovunque in Italia”.

Ora la casa è Piacenza. Un anno che è stato letteralmente una montagna russa.

“Un anno in cui questo weekend cominceremo un importante semifinale contro Trento, e a cui teniamo davvero molto”.

Dall’arrivo di Travica, Piacenza sembra avere una luce nuova.

“Ogni cambio porta con sé uno scossone, o meglio, una reazione. Il periodo di difficoltà precedente ci ha fatto riflettere e c’è stata come pensavo e dicevo una reazione da parte di tutti. Ora tutti ci crediamo un po’ di più. Certo, Trento è l’avversaria che nessuno vorrebbe ritrovare in semifinale, anche perché è stata la migliore della regular season. Io ora non penso più a chi mi ritroverò di fronte, ma a come lo affronterò”.

foto Gas Sales Bluenergy Piacenza

La affronterà, mi permetto di dire in una condizione mentale diversa.

“Cosa intende?”

La rivedo in campo con una serenità che non conoscevo.

“Sì, è un bel momento della mia vita”.

Stephen Maar pensava di arrivare fino a qui quando studiava alla McMaster University?

“Non pensavo di avere fino a qui. Ho tanta gratitudine per tutti coloro che mi hanno permesso di fare un percorso, la mia strada. Ho studiato, ho aperto la mente a tutto ciò che mi è stato insegnato e ritrovarmi oggi a questo punto mi rende davvero orgoglioso”.

Di Roberto Zucca